Lettera aperta agli amici del commercio equo e solidale

27 GENNAIO

 

Ciao a tutti,
oggi finalmente ho trovato un po' di tempo per scrivervi; si, avete capito, oggi voglio scrivere proprio a voi amici dell'equo e solidale (il commercio per un momento lo metto in secondo piano..).
Se sono qui in Sri Lanka, è proprio grazie a voi e a quelli che hanno incominciato prima di me e che come me credono tanto in questo strumento. Non cambierà tanto velocemente il mondo, ma se foste qui accanto a me capireste quanto sia importante per questa gente che pensa di non valere niente, accettare una proposta di lavoro invece di elemosine. Sono partito di corsa, senza troppo pensare, ho messo insieme tre amici (Don Federico capp.di Formigine, G.Piero Cacciolatti e Luigi Ottani di Rock no war) e un po' di soldi (45.000 euro...grazie) e via.
Il mio pensiero era rivolto al gruppo di mamme (Aralija) che all'interno della una scuola in cui lavoravano, credevano nel futuro, in uno stipendio e un po' di sicurezza..., Per tre giorni dopo la catastrofe, a Formigine (Mo) abbiamo vissuto ore di angoscia vedendo quelle immagini di distruzione e potenza.

Se foste qui capireste molto di più il livello di distruzione; le linee telefoniche inesistenti, mail scritte ma non risposte, cellulari spenti. poi nel silenzio una telefonata, Amal, la nostra guida locale ai progetti del commercio equo che ci racconta di un mare ritirato 50 metri per venti minuti, di acqua che corre, che sale, che fa' scappare tutti, vetri rotti, gente che urla con bambini in braccio. Difficile da capire. Siamo a nord di Colombo, la zona meno colpita.e alcune ondate hanno distruggono le case dei più poveri, i pescatori, le loro barche impazzite si infilano qua e la, (si parla di 42000 barche perse o distrutte). Nessuno capisce, il mare era un "Padre" per questa gente, ora e' il peggior nemico...anche il mercato del pesce e' crollato a Colombo, la gente non ne mangia più sapendo che tante persone sono sparite in esso...
Si parte, e' il 9 di gennaio, mi sembra lo stesso viaggio di novembre dove, con alcuni amici della bottega di S.Marino (che saluto..) eravamo venuti per vedere alcuni progetti e alberghetti che Amal aveva scelto per il nostro turismo solidale (alcuni veramente distrutti..).
Stavolta però l'animo e' diverso. Provo durante il volo di 10 ore a pensare le parole, l'atteggiamento...lascio perdere e guardo fuori dal finestrino e commento le nuvole. Al nostro arrivo Amal ci accoglie con il suo solito sorriso. "questa volta e' stata grossa Davide" mi dice in inglese "il sogno era bello ma dobbiamo metterlo da parte" . Deciso gli rispondo subito "no Amal, non vedi che già oggi oltre a me hai altri 3 clienti, si deve continuare anche se il futuro fa' paura"..(si parla in Italia di epidemie, colera,malaria..) mi guarda e mi dice "sei matto! Almeno quello no". Forse ha ragione.. Di corsa andiamo verso la scuola delle suore Figlie della Provvidenza per bambini sordo-muti da dove e' nata l'idea del progetto Aralija. Tutto mi aspettavo ma non di trovarle tutte le mamme al lavoro,. "paura si e tanta" mi dicono, "ma sarebbe peggio avere perso tutto, anche il futuro." Le ringrazio e spiego loro il motivo della nostra visita , mi commuovo.. e faccio commuovere tutti (non è una gran bella figura per il capo.. come mi considerano loro) sono contento che siano tutte qui, ci sono tutte, qualcuna ha la casa rotta, tanti pezzi mancanti,ma sono qui!, peggio e' andata per 35000 persone morte e alle 15000 scomparse tra le onde del mare alte anche 15 metri, che per km hanno cancellato storie, lavoro, case, affetti e bambini, tanti bambini. Il loro commento e' stato un grazie, perché mentre in questo periodo tutti andavano via noi siamo arrivati e non speravano certo di rivedermi così presto visto che ero stato lì poche settimane prima. Ci allontaniamo verso l'albergo; qui a Negombo hanno già sistemato tutto per i turisti.. tutte le luci sono accese sulle spiagge, la paura e' ancora tanta, i bambini poi non ci vogliono più venire a giocare. Come cambiano i paradisi! Dal giorno dopo vi devo dire la verità, in tutti i posti dove siamo stati, abbiamo trovato l'immaginabile, pezzi di città sparite, vestiti appesi ad alberi fino a 5 metri, bambole e giochi senza il loro padroncino, tanto dolore ma ecco la meraviglia di questo popolo, tanta dignità e sorrisi, tanti sorrisi, sì, per noi stranieri che diciamo essergli vicini, uno, due, mille, 4500 tanti come sono le foto di Luigi nostro reporter, questo ci spinge non a nasconderci come presenza, ma a fare quello che possiamo.

Momento davvero toccante nella città di Hambantota ,quando durante la nostra visita ad una fossa comune con 3500 persone sepolte, dietro ad una moschea, e solo una con 850 bambini, mi volto per farmi un segno di croce (qui sono tutti mussulmani..) qualcuno mi vede, si avvicina e mi dice a mezza voce "Thank you.." Sono questi momenti importanti che ci devono unire e non dividere, e' qui che dobbiamo trovare il coraggio di continuare e allora grazie equo e solidale perchè di idee me ne hai date tante. A Hiccadua (zona sud) aiutiamo a ricomperare macchine per la lavorazione della fibra di cocco (corde colorate che tanti di voi hanno visto e che purtroppo con lo tzunami abbiamo perso insieme a 58 persone che le lavoravano..) e che verranno utilizzate direttamente nel campo sfollati per non lasciare questa gente senza lavoro per troppo tempo, in collaborazione con Syhat Fondation (IFAT). A Tangalle, con Gospel House siamo intervenuti per fondare una cooperativa di pescatori per assemblaggio di piccole barche e di lavorazione di mattoni per ricostruire case. A Mannar (nel nord) con un sacerdote Salesiano, per iniziare a lavorare con un gruppo di donne tamil, (un mio sogno),che lavoreranno le foglie di palma di cocco per farne coccarde da usare nei nostri regali di Natale..., sorrisi anche se 20 anni di conflitti armati (e in questa zona se ne vedono i segni..), hanno creato insicurezze e paure. E' gente semplice, povera, ma con tanta voglia di rifarsi e lavorare.. tante ragazze imparano ad usare la macchina da cucire ma poi non c'e' lavoro, e allora con Selyn ho gia pensato come occuparle.. qui siamo persi dal resto del paese, ore di macchina con tante caserme,risaie e cartelli "mine".. Con tutti poi(Sjat.F, Podie, Selyn, Gospel H., Sarvojeda e Aralija..) ho parlato del nostro turismo "solidale" non solo il bello ma anche il buono dello Sri Lanka, con la possibilità di poter vedere i loro prodotti direttamente in loco prima della confezione.. voi direte bel momento di parlare del turismo, ma vi dico di si.. questa gente ha paura del secondo "tzunami" cioè la paura di tornare indietro, perché dopo 20 anni di guerra, in questi ultimi tre anni c'era un po' di ripresa e ora???... Non abbandoniamo questa gente, qui ora non c'e' nessun allarme sanitario, ci chiedono loro di tornare; il turista "solidale" e' il benvenuto...Può sembrare pubblicità questa,e vi chiedo scusa, ma sono io ad essere qui e quello che ho fatto e quello che ho vissuto l'ho fatto per questa gente, perché voglio che si riprenda; voglio bene a questa gente perchè e' semplice, tanto semplice che il governo attuale sta' gia' studiando il modo di "rubare" i soldi arrivati.. In tutta questa confusione pensavo proprio di accantonare il progetto nuova scuola per bimbi sordo-muti, poi le lunghe processioni di mamme con i bimbi per mano quasi a elemosinare un posto nella piccola scuola esistente e il no sofferto delle suore a causa del sovra-numero, il loro triste allontanarsi mi ha fatto cambiare rotta...in queste famiglie lo Tzunami e' sempre stato presente , mariti ubriachi, povertà, violenze subite in casa e poi cosa più agghiacciante il fiorente "turismo sessuale" ( di bastardi e vigliacchi,.. ecc....molto ecc...) che mescolato alle condizioni di vita di queste famiglie diventa alle volte strada obbligatoria. Guardando il disegno del progetto la cifra mi sembra alta, ma guardando il viso di questi bimbi la stessa cifra torna bassa; mi impegnerò, ci impegneremo..

Ho scritto troppo, non e' da me e mi sa che non scriverò più. Solo un'ultima cosa, oggi sono uscito e per strada una signora e suo marito poverissimi erano intenti a farsi da mangiare vicino ad un canale all'aperto, la loro faccia non era da tzunami, mi avvicino e chiedo "la casa"?" mai avuta" mi rispondono, mangiamo qui e dormiamo sotto il portico della chiesa. Mi chiedo cosa devono augurarsi certi poveri o paesi poveri per vedersi arrivare tutto questo ben di"DIO". Spontaneamente gli chiedo "se vi aiuto a trovare una casa la signora viene a lavorare nel nostro gruppo"??? La risposta è stata, ovviamente, " si"... Ti chiedo scusa coop. Vagamondi se ti metto in difficoltà il bilancio ma da lì questi occhi non li vedete e poi sono sicuro che il commercio equo e solidale(ed è qui che torna al suo posto il commercio..) può davvero sostenerci. ah... le donne del gruppo Aralija mi chiedono di poter aggiungere la parola speranza vicino a fiori , e' bello che lo chiedano loro, ed insieme decidiamo sul nuovo nome "ARALIJA IL FIORE DELLA SPERANZA IN SRILANKA",e se a qualcuno venisse voglia di applaudire, "no grazie", giocatevi un po' di soldi e venite a vedere, perché il bene e' bello ma il bene fatto bene e' meglio... GRAZIE ancora anche perchè questo e' lavoro di tanti, .. tanti che sognano...Davide